Come lavoro e con quali strumenti
Il mio metodo di lavoro
Se hai già navigato in questo sito avrai visto che mi occupo di aspetti diversi del digital marketing: dati (raccolta, visualizzazione e analisi), SEO (ottimizzazione per i motori di ricerca e oggi anche per gli LLM delle Intelligenze Artificiali), CRM e CDP.
Si tratta di ambiti abbastanza diversi, anche se sono tutti affini e per molti versi anche inter-dipendenti: la SEO ha anche bisogno di dati, un CRM o una CDP hanno bisogno di dati raccolti in modo impeccabile, ecc…
Ogni progetto, poi, ha caratteristiche diverse da un altro, anche se in apparenza si tratta della stessa attività.
Per questo ogni situazione che mi trovo ad affrontare cerco di guardala come un “unicum” da portare al successo. Perché ogni realtà ha le sue specificità che devono essere rispettate, e dalle quali bisogna saper cogliere i punti di forza per “spingere” ancora di più, e quelli di debolezza per porre gli argini necessari a non farsi sommergere.
Il punto di partenza di ogni progetto è sempre l’analisi della situazione attuale per individuare punti di forza e punti di debolezza o criticità. I risultati dell’analisi sono il punto di partenza per ottimizzare quello che già sta funzionando e migliorare quello che non sta performando nel modo migliore.
Quando si parte dall’analisi della situazione attuale, uno degli aspetti più complessi — e spesso meno espliciti — riguarda il modo in cui il brand viene percepito all’esterno. Non solo attraverso ciò che comunica direttamente, ma attraverso l’insieme di segnali che emergono dal mercato nel tempo. Esperienze dei clienti, interazioni digitali, feedback e riprova sociale contribuiscono a costruire fiducia o, al contrario, a generare attrito molto prima che questi effetti diventino evidenti nei dati di performance. Comprendere come questi segnali si formano e come influenzano visibilità e scelte è parte integrante di un approccio che non si limita agli strumenti, ma mira a governare la complessità. Questo aspetto è approfondito in un contenuto dedicato al ruolo della reputazione del brand e al modo in cui segnali di fiducia, SEO e dati concorrono alla costruzione della rilevanza nel tempo: Reputazione del brand: come si costruisce fiducia e rilevanza oggi
In tutto il percorso di un progetto, per me è fondamentale il dialogo con tutti gli attori in gioco, perché è solo dalla condivisione delle idee e dei punti di vista che si può raggiungere gli obiettivi che ci si pone.
“Da soli si va veloci, ma insieme si va lontano.” Non è solo uno slogan. È uno stile di lavoro che ritengo necessario per arrivare a destinazione dopo aver camminato nella stessa direzione.
I miei strumenti di lavoro
Uno dei miei mantra è che il primo strumento da utilizzare è sempre il proprio cervello. Senza di lui non siamo in grado di intraprendere la strategia più corretta, di decidere in quale direzione andare, di valutare correttamente l’esito di una azione (e… no, l’intelligenza artificiale non può sostituirci in questo. Può aiutare a velocizzare i processi, ma non può fare queste cose al posto nostro).
Ciò nonostante, usare gli strumenti è indispensabile sia per svolgere più rapidamente dei compiti, sia perché senza strumenti molte cose non potremmo proprio farle, come per esempio raccogliere i dati. Se non ci fossero Google Analytics o BigQuery non avremmo un luogo in cui depositare la gran mole di dati che vengono prodotti.
Ecco quindi una carrellata sugli strumenti che uso maggiormente, e che posso considerare fedeli compagni di viaggio.
